# Virgilia D'Andrea


A vedere quel corpo minuto e il viso così pallido, con la fronte stretta e gli occhi castani, vivissimi, nessuno avrebbe immaginato la pericolosità sociale di questa donna secondo il potere politico: il suo nome era Virgilia D'Andrea. La nota prefettizia contenuta in un documento del 1919, stilato a Bologna, la definiva strumentalmente e falsamente un tipo violento per temperamento e volubile che «riscuote nell'opinione pubblica cattiva fama, avendo sempre mantenuta una condotta morale riprovevole».

Virgilia D'Andrea nacque a Sulmona nel 1888. Affidata a un collegio religioso dopo la perdita di entrambi i genitori, ebbe un'educazione permeata da valori cattolici e autoritari. Erano anni di sconvolgimenti sociali e politici, scanditi da sequenze di avvenimenti violenti che segnarono il suo percorso formativo e provocarono in lei una reazione decisa nei confronti delle ingiustizie e delle disuguaglianze sociali. Nel 1909 Virgilia conseguì con successo il diploma di maestra elementare e, dopo aver ricevuto a Napoli la licenza che la dichiarava idonea all'insegnamento, cominciò a lavorare a Sulmona. Qui Virgilia subì il trauma del primo conflitto mondiale, che la spinse a scendere in prima linea con un impegno politico attivo che si produrrà in diverse battaglie sociali.

L'attività antinterventista le consentì di conoscere esponenti dell'anarchismo, fra i quali Armando Borghi, nel 1917. Da allora cominciò con lui un sodalizio umano e politico che avrà termine solo con la scomparsa di Virgilia avvenuta a New York, per una grave malattia, nel 1933. Virgilia D'Andrea entrò a far parte dell'Unione sindacale e vi si immerse completamente, portando avanti l'attività di sindacalista anche durante l'esilio dall'Italia, a partire dal 1922. Virgilia D'Andrea aveva un'idea di società che si distingueva sulla base di federazioni composte da libere associazioni di produttori e consumatori che dovevano operare in un reciproco interesse: libertà e giustizia non significavano solo diritti civili, ma anche l'annullamento della sofferenza, dell'odio e della superstizione. Per l'anarchica la dittatura fascista fondava la sua forza su spinte propulsive regressive: un'ideologia senza confronto e senza creatività che impediva la nascita di una società fondata sulla giustizia e l'uguaglianza. Secondo l'anarchica, nella società, valori come la patria e la fede religiosa imprigionavano in lacciuoli strettissimi lo slancio verso il progresso, vincolando le coscienze degli uomini all'accettazione silente, alla disgregazione dei rapporti umani basati sulla paura e la vendetta, sull'esaltazione della violenza come soluzione delle controversie. «Anima gentile, lottatrice indomabile» è l'immagine di lei più ricorrente in ogni persona che la conobbe. Scrittura al femminile, esilio, anarchismo, sindacato, arte, poesia, antifascismo, antitotalitarismo, mobilitazioni transnazionali sono alcuni degli elementi fondanti la sua ideologia anarchica. Il lungo percorso di Virgilia è costellato da documenti eterogenei, di natura letteraria, artistica, giornalistica, poetica. La sua vita e le sue opere, rimaste sempre inscindibili, furono da lei impiegate come strumenti di lotta e di azione. Non è un caso che il suo modello poetico, ereditato da Leopardi, Carducci, Pascoli, Rapisardi, Ada Negri, Pietro Gori, sia una scrittura sempre animata da profondo idealismo che Virgilia impiega senza soluzione di continuità in poesia e in prosa.

Virgilia ci lascia in eredità un vasto corpus di testi, saggi, conferenze, poesie: fra i più conosciuti *Torce nella notte*, *L'ora di Maramaldo*, *Tormento*, e una fondamentale quanto rilevante esperienza alla direzione della rivista anarchica «Veglia», uno spazio di antagonismo antifascista che raccoglieva testi e immagini artistiche dei più importanti esponenti del mondo libertario internazionale.

### Bibliografia essenziale

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Soriano F. – Valsania C., *Virgilia D'Andrea. Una poetica sovversiva*, Nova Delphi, Roma, 2024.

D'Andrea V., *Torce nella notte*, Galzerano editore, Casalvelino Scalo, 2003.

D'Andrea V., *Tormento*, Galzerano editore, Casalvelino Scalo, 1976.

