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Percorso di lettura: tra guerra e pace

Sezione: Recensioni
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La guerra come morbo subdolo che si insinua nelle vite. La guerra come macchina implacabile, che tutto distrugge e calpesta. Che piove dal cielo con scrosci di bombe. Che non sa leggere, sa solo incendiare. Sono queste alcune delle immagini che evoca lo scrittore e poeta José Jorge Letria nell’albo La guerra (Salani, 2020) e da cui partiamo per un breve percorso di letture sul tema.

Uno degli aspetti che colpisce maggiormente in questo libro, e che si nota anche attraverso le illustrazioni di André Letria, è la rappresentazione della non-umanità della guerra. Vediamo raffigurati mezzi bellici, inquietanti ragni e serpenti ciechi e poi divise, stivali, elmi. Ma l’elemento più caratteristico per raffigurare l’essere umano - il corpo nella sua unicità - scompare. Quando appaiono volti, sono maschere prodotte in serie in una fabbrica; quando vediamo i soldati, essi sono tutti uguali, nell’abbigliamento e nella posa, indistinguibili. Quando ci sono dei corpi, scomposti e abbandonati, non riusciamo a distinguerne la faccia. Colpisce e fa riflettere questo modo asciutto e incisivo, estremamente efficace, che hanno i due autori di descrivere come la guerra può stravolgere tutto ciò che tocca, cambiandone addirittura l’intrinseca natura.

La capacità di toccare questioni essenziali quando si parla di temi universali è anche una caratteristica di David Almond, autore inglese di numerosi romanzi per ragazzi. Recentemente pubblicato in Italia, La guerra è finita (Salani, 2021), racconta una storia nel contesto della prima guerra mondiale ma il mondo in crisi che viene descritto e la sua assuefazione alla violenza sono pienamente attuali. Il cuore del racconto è racchiuso nella domanda urgente di John, il bambino inglese protagonista: “come può un bambino essere in guerra?” Il mondo adulto, anestetizzato dalla propaganda, non vuole ascoltare, né sembra capace di cercare parole da contrapporre al rombo sordo delle fabbriche di granate. È, allora, lo stesso John, dopo l’incontro fortuito con un uomo che ha scelto di ribellarsi alla guerra, a gettare un seme di speranza. La risposta alla sua domanda si trova in parole di pace, semplici ma dirompenti, che il bambino scrive per lettera a un coetaneo sul fronte nemico. “Sono un ragazzino come te. Non sono in guerra contro di te. Non sei in guerra contro di me”. John lo conosce solo attraverso un disegno e un nome - Jan - molto simile al suo. Ma tanto basta: la barriera si spezza, l’altro non è più un mostro senza nome.

La rappresentazione distorta di chi è dalla parte opposta è il tema dell’albo illustrato Il nemico di Davide Calì e Serge Bloch (Terre di mezzo, 2014, purtroppo attualmente esaurito ma reperibile in biblioteca). In questo libro si racconta la storia di un uomo che combatte in trincea contro il suo nemico. Il soldato non ha mai visto in faccia il suo avversario ma gli hanno ripetuto che è spietato e malvagio. Per questo ogni mattina, obbedendo agli ordini dei suoi comandanti, spara verso l’altra trincea, e subito corre al riparo perché il nemico puntualmente risponde allo stesso modo. Ma cosa succede se una notte il soldato decide di strisciare verso la linea avversaria per cogliere di sorpresa il nemico? Quello che troverà sarà sconvolgente perché lo metterà di fronte al fatto che il nemico non è poi così diverso da lui.

Per concludere il nostro percorso è doveroso citare almeno un testo del maestro Gianni Rodari che nelle sue filastrocche e nelle sue novelle ha parlato spesso di guerra e di pace. All’interno della raccolta Favole al telefono (Einaudi, la prima edizione è del 1962) si trova il racconto La guerra delle campane in cui vediamo due eserciti fronteggiarsi. Ad un certo punto, per mancanza di bronzo entrambi gli schieramenti decidono, l’uno all’insaputa dell’altro, di fondere le campane dei loro paesi per fabbricare cannoni così potenti da annientare definitivamente i nemici. Ma qui compare, ancora una volta, il guizzo geniale del grande autore che trasforma uno strumento di violenza e di morte in qualcosa di opposto. Perché, con enorme sorpresa dei due tronfi condottieri, quando vengono azionati, i cannoni non sparano palle infuocate ma producono uno scampanio allegro che risuona per le valli. Ai generali non resterà che fuggire mentre tutti gli altri festeggeranno lo scoppio della pace.

Testi citati:

  • J. J. LETRIA e A. LETRIA, La guerra, trad. it. di Vivian Lamarque, Salani, Firenze 2020
  • D. ALMOND e D. LITCHFIELD, La guerra è finita, trad. di G. Iacobaci Salani, Firenze 2021
  • D. CALÌ e S. BLOCH, Il nemico, Terre di mezzo, Milano 2014
  • G. RODARI, La guerra delle campane in Favole al telefono, Einaudi, Torino 2010

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